Due amici, la via Francigena e la riscoperta del Salento dimenticato

Il cammino inizia quando decidi di farlo. Chissà da quanto ci pensavano Alessandro Pinto e Paride Mariano, due copertinesi appassionati di Mountain Bike, prima di mettersi in cammino sul serio, compiendo una di quelle imprese che difficilmente dimenticheranno. Nessuna competizione sportiva, semplice amore per lo sport e voglia di riscoprire il Salento nel solco della storia millenaria che sottovalutiamo. O forse, più semplicemente, spesso nemmeno conosciamo.

La sfida, per i due copertinesi, consisteva nel percorrere in un solo giorno la via Francigena salentina, composta a sua volta dalla via Traiana Calabra e la “Sallentina”. Qualcosa come 181 km tra campagne e centri storici del basso salento, partendo da Brindisi per arrivare a Santa Maria di Leuca.

IMG-20180512-WA0009

La via Traiana detta “calabra” (il Salento in epoca romana era conosciuto come “Calabria” prima che, misteriosamente, la denominazione passasse all’attuale Calabria e sparisse da qui) nacque come prolungamento della famosa via Traiana che da Roma portava a Brindisi. Prolungamento che si rese necessario per collegare Brindisi al porto di Otranto, al tempo molto trafficato e famoso. Fu solo con l’assedio di Otranto del 1480 che questo porto, di fatto rivale quasi pari merito di Brindisi, perse importanza ed iniziò lentamente a morire.

Da Otranto questa strada si collegava all’antichissima via “Sallentina” che portava a Santa Maria di Leuca e da li a Taranto. Una strada creata dai messapi e dai greci, poi risistemata dai romani e chiamata appunto Sallentina come ci dice la “Tabula Peutingeriana”, il più antico “atlante” stradale che ci sia pervenuto dall’antichità. Una copia del VI secolo è pervenuta fino a noi.

IMG-20180512-WA0008
La cripta di San Paolo, una delle più antiche raffigurazioni sulla devozione al Santo protettore delle Tarantate.

Partiti dalla chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi alle 07:00 Alessandro e Paride hanno attraverseremo il bosco di Cerano, un pezzo ancora intatto dell’antica Traiana Calabra per poi arrivare a Valesio, antica città messapica e poi romana che custodisce le antiche terme e gli uliveti sotto i quali c’è ancora l’antica città messapico-romana. Acaya, che racconta dell’orgoglio salentino nella difesa della nostra terra dagli ottomani, Carpignano dove nella cripta di Santa Cristina sono custodite le rime funebri in greco medievale più antiche di tutto il Mediterraneo, fino ad arrivare ad Otranto, Chiesa di San Pietro, dove un fiume di sangue inondò la città durante l’assedio di Otranto del 1480.  Poi giù per i centri storici costruiti dai nostri antenati nonostante la paura di invasioni come Uggiano la Chiesa, Cocumola, Vitigliano, Vignacastrisi, Marittima, Tricase, Tiggiano, Corsano e Gagliano del Capo fino ad arrivare, alle 19:00, al santuario di Santa Maria de Finibus Terrae.

IMG-20180512-WA0006
Litorale adriatico così come appare percorrendo la via “Sallentina”

In fondo possiamo dire che la vera sfida dei due biker copertinesi è stata ripercorrere millenni di storia attraverso un cammino dal quale sono passati eserciti, marinai, mercanti, banchieri, avventurieri, santi, monaci, principi e regnanti del passato. Un percorso pieno di testimonianze importanti di questa storia che, come affermano gli storici, può essere paragonato al più famoso cammino di Santiago dal momento che, prove alla mano, da qui si passava già almeno mille anni prima.

Averlo portato a termine in un’unica soluzione ha dimostrato che il percorso, con un sano allenamento, è alla portata di tutti gli sportivi non professionisti che hanno voglia di mettersi in gioco, ma anche di quanti credono davvero che la rinascita del Salento passi inesorabilmente dalla riscoperta delle immense fortune che i nostri avi hanno costruito e che tocca a noi portare a nuovo splendore.

Anche noi abbiamo la nostra “Finisterrae”. Il luogo dove tutto finisce. Ma dove tutto inizia. Tornando a ripercorrere queste strade non attraversiamo solo un percorso, ma stiamo ridonando vita a un cammino. L’antico cammino dei nostri antenati. Un cammino che, come hanno dimostrato Alessandro e Paride, inizia solo quando decidiamo di metterci in gioco.

IMG-20180512-WA0003
Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, dove sono stati lasciati i guanti in segno di devozione

Per dovere di cronaca va annotato che mentre Alessandro e Paride percorrevano la parte di cammino nelle campagne otrantine è stato ritrovato riverso nello sterrato, accanto ad uno scooter, il corpo di un uomo in crisi glicemica. Non rispondeva alle sollecitazioni ed era in uno stato di semi coscienza. Avvertito il 118, Alessandro e Paride hanno accompagnato l’ambulanza dalla vicina provinciale al posto esatto dove si trovava l’uomo, che senza il provvidenziale quanto inaspettato passaggio dei due biker, difficilmente sarebbe stato soccorso in tempi brevi. Come si dice in questi casi, tutto è bene quel che finisce bene.

IMG-20180512-WA0005
Da sinistra, Alessandro Pinto e Paride Mariano

 

Leonardo Gatto

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: