Cronache Cittadine: Il Sindaco G. Ruberti e il pellegrinaggio a Osimo del 1958 – a cura di L. Marcelli

Nel 1989 ebbe luogo il gemellaggio tra la nostra città e quella di Osimo, nel nome del comune protettore, San Giuseppe da Copertino. Alle cerimonie svoltesi nella nostra città il 2 settembre di quell’anno, seguirono quelle in Osimo il 24 dello stesso mese. Vi furono, in entrambe le manifestazioni, grande entusiasmo e sentita partecipazione di popolo: osimani che giunsero in pellegrinaggio a Copertino al seguito del loro sindaco e copertinesi che parteciparono alle celebrazioni nella città marchigiana. Dopo il gemellaggio con Poggiardo, paese dove San Giuseppe fu ordinato sacerdote; con Cupertino in California, città che prese quel nome in onore del nostro Santo; non poteva mancare il terzo gemellaggio, quello con la città dove riposano le sue venerate Spoglie.
A distanza di circa trent’anni da quell’evento, colgo l’occasione per ringraziare i tanti collaboratori che contribuirono alla sua buona riuscita: dai Frati Minori Conventuali al vescovo del tempo, Mons. Aldo Garzia; all’Amministrazione Comunale nel suo insieme. Ma, un grazie speciale meritano l’assessore alla cultura di allora, Antonio Ciccarese, poi divenuto sindaco della nostra città e l’amico prof. Cosimo Esposito, già sindaco e all’epoca componente del Consiglio Comunale.

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Rovistando giorni fa tra le mie carte, mi è capitata tra le mani una piccola raccolta di fotografie accompagnata da un biglietto che un anziano e distinto signore mi volle consegnare in occasione della cerimonia di gemellaggio ad Osimo. Era, questo signore, l’On. Prof. Alessandro Niccoli, sindaco di quella città nel lontano 1963, quando per la prima volta si realizzò il sogno, a lungo coltivato dai copertinesi, del ritorno del nostro grande Concittadino nella sua patria, dalla quale, in vita, era stato per sempre allontanato.

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Quell’evento, della prima traslazione delle spoglie di San Giuseppe da Osimo a Copertino e la “peregrinatio” in vari centri del Salento e della Puglia, fu preparato da precedenti contatti tra le due città. Tra questi, non va dimenticato il pellegrinaggio che ebbe luogo nell’ottobre del 1958, guidato dal sindaco di allora, il dott. Giuseppe Ruberti, accompagnato dalla Giunta Municipale, dai padri Bonaventura Popolizio ed Egidio Merola per i frati di Copertino e da don Pasquale Rizzo in rappresentanza del clero locale.
Le foto che mi furono “affidate” dal sindaco Niccoli, insieme ad un biglietto che trascrivo qui di seguito, sono la testimonianza visiva di quegli emozionanti avvenimenti.

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Di seguito il testo del biglietto: 

Osimo, 24 settembre 1989
Egregio signor Sindaco di Copertino,
in anni ormai lontani, toccò a me – allora preposto alla Amministrazione Comunale di Osimo, di accogliere nella nostra Città la Giunta Municipale di Copertino e di accompagnare la venerata salma di San Giuseppe nella festosa traslazione nella sua città natale.
Di quella visita e di quella manifestazione mi è rimasto un ricordo profondo, come di una fra le vicende che hanno dato maggior significato all’onore concessomi di essere l’interprete della storia e della vita di Osimo.
Per questo, e per ringraziare in Lei, tutti i copertinesi che furono, sono e si sentono vicini a Osimo, mi permetto di donarLe questa modesta testimonianza delle celebrazioni osimane e copertinesi di allora. Anche esse sono un documento del legame che ci unisce e per questo spero che Le siano gradite.
Con sincera amicizia.
Suo Alessandro Niccoli

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Nel rievocare poi il pellegrinaggio guidato dal sindaco Ruberti nel 1958, trovo giusto spendere qualche parola per ricordare questo straordinario personaggio della nostra storia cittadina. Il 18 aprile scorso abbiamo ricordato i settant’anni trascorsi dalle elezioni nazionali che si svolsero nel 1948, elezioni che segnarono l’avvento della democrazia in Italia. E se a livello nazionale tutti hanno ricordato l’artefice di quella vittoria, Alcide De Gasperi, a Copertino il merito della vittoria è da ascrivere principalmente al dott. Giuseppe Ruberti.

Personalità controversa, senza dubbio; ma, in un periodo di terribili tensioni politiche che potevano sfociare anche nello scontro fisico, il dott. Ruberti fu il condottiero intrepido che seppe animare tutto il popolo democristiano con un entusiasmo travolgente che portò ad un risultato tanto esaltante quanto insperato. Quest’uomo, che ha legato il suo nome ad una pagina grandiosa della vita democratica della nostra città e tanto ha inciso nelle vicende politiche cittadine tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, merita, al pari se non più di altri, di essere rivalutato e adeguatamente ricordato. Ai meriti politici si devono aggiungere quelli in campo professionale, in quanto il dott. Ruberti, per consenso unanime, veniva riconosciuto come il primo medico della nostra città.

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Nelle foto alcuni momenti del pellegrinaggio e la festosa accoglienza del Corpo di San Giuseppe in Piazza Umberto I, il 15 maggio 1963.

Luigi Marcelli

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