Il male minore e le sue conseguenze

Quello a cui tutti dovrebbero pensare in queste ore è il bene del Paese. Questo parametro dovrebbe guidare la discussione e la pratica politica di tutti i partiti, movimenti e opinionisti vari (noi compresi). C’è un momento in cui è bene in politica, e nella vita, guardare al tutto invece che all’interesse di una singola parte, fosse anche la propria.

Ora le alternative in campo sembrano essere fondamentalmente due: M5S + PD o M5S + LEGA.

Fermo restando che il movimento di Grillo è la costante, bisogna prospettare inevitabilmente un’alleanza con almeno una delle due variabili.

Il male minore, appunto. Metodo di scelta non nuovo in politica e di indubbio valore pratico.

Ma quali sarebbero le conseguenze politiche a livello territoriale? Cosa cambierebbe nello scenario politico copertinese? Di sicuro i rappresentanti politici locali non potranno restare indifferenti alle scelte che si faranno a Roma. Già ora il dibattito interno al partito democratico scuote le appartenenza risvegliando l’entusiasmo di qualcuno per il presidende della regione Emiliano.

Se la sinistra sceglierà di sostenere un governo Di Maio, o di chi per lui, a livello locale si riproporrà la stessa alleanza? Quali saranno gli interlocutori del M5S se ad appoggiare un governo pentastellato sara la destra? Difficile dirlo, utile domandarlo.

Gianni Camisa

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