Vincitori e vinti

Archiviata la sbornia post 4 marzo, una volta decretati i vincitori e i vinti arriva il momento di prendere consapevolezza del risultato politico uscito dalle urne. Il rischio che si corre è quello di cullarsi sulla semplice celebrazione di una vittoria tutt’altro che scontata per 5 Stelle e annunciata per la destra, o peggio continuare a piangere sul latte versato da Renzi in giù se pensiamo anche alla strategia delle segreterie locali del Partito democratico.

Non c’è dubbio che la riflessione debba partire dal più semplice dei dati, la richiesta di cambiamento che il Sud ha affidato in parte alla scatola chiusa dei 5 Stelle e in parte alla nuova destra sempre più a trazione leghista.  Una richiesta di cambiamento che da oggi è affidata agli eletti delle circoscrizioni salentine, 22 in tutto.

Proprio guardando da Sud vengono in mente non poche criticità che a questo punto diventano cruciali soprattutto per i 5 stelle che vantano il più altro numero di eletti, ben 12 in funzione dell’altissima percentuale raggiunta. Oltre ai parlamentari uscenti Barbara Lezzi,  Maurizio Buccarella (autosospeso dal M5S per la questione dei bonifici fasulli), Daniela Donno e Diego De Lorenzis si aggiungono Giovanni Luca Aresta, Veronica Giannone, Leonardo Donno, Michele Nitti, Soave Alemanno, Nadia Aprile, Iunio Valerio Romano e Cataldo Mininno. Taviano, Galatina, Nardò, Mesagne e Lecce i comuni di provenienza.

 A questi si aggiungono i 7 eletti per il centrodestra, 2 per il centrosinistra e 1 per LeU. Passando al centrodestra gli eletti sono Elvira Savino, Elio Vito, Luigi Vitali e Licia Ronzulli per Forza Italia, Rossano Sasso e Roberto Marti per la Lega, Marcello Gemmato per Fratelli d’Italia. Il centrosinistra ha visto eletto Francesco Boccia per il PD e Rossella Muroni per LeU. Naturalemte molti di questi, in funzione proprio di eventuali elezioni in altri collegi, potrebbero lasciare il posto ai secondi o terzi nel listino. Qui la geografia cambia, nessuno degli eletti sembra essere infatti originario del territorio salentino. Tra gli esclusi eccellenti ricordiamo Massimo D’Alema, Sergio Blasi e Saverio Congedo, ai quali va comunque riconosciuto il coraggio di non aver utilizzato il famoso paracadute per assicurarsi un posto in Parlamento.

Lasciando da parte le considerazioni personali sul voto, ciascuno è più o meno contento del risultato a seconda della parte politica che sente vicina ed ha il sacrosanto diritto di ritenere più o meno capaci gli avversari di realizzare gli impegni presi, a tornare centrali ora sono una serie di rivendicazioni territoriali che ormai conosciamo benissimo, tanto da essere diventate cavallo di battaglia di tutte le forze politiche in campagna elettorale e sistematicamente tradite una volta arrivati a Roma. Non ci resta che aspettare per capire se la storia è destinata a ripetersi.

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