Patti di collaborazione

Da un po’ di tempo a questa parte a Copertino si torna a parlare di Piano Urbanistico Generale. Al fine di non creare false aspettative è bene specificare da subito che il P.U.G. è uno strumento complesso, non si improvvisa da un giorno all’altro e deve seguire un iter partecipato, tecnicamente e giuridicamente valido in grado di dare corpo alle aspettative di crescita in un territorio vasto e articolato come Copertino. Un percorso lungo e non privo di ostacoli (spesso politici), più volte annunciato nel corso degli anni e spesso rimandato perché, ahinoi, stentiamo a dare continuità alle azioni politiche che contano davvero.

Va da se che muovere i primi passi nella giusta direzione è fondamentale per dotarsi di questo strumento, che per forza di cose deve essere all’altezza delle sfide che il mondo globalizzato impone anche a piccole comunità come la nostra. Per questo è interessante notare come numerosi cittadini e associazioni copertinesi, coordinati dall’amministrazione, stiano lavorando alla stesura della mappa turistica di comunità. Un itinerario che, tra centro e periferia, punta ad accrescere la consapevolezza comune dell’importanza di spazi e immobili comunali, che magari in un futuro non troppo lontano, potrebbero tornare ad essere fruibili sotto nuove forme. Un primo passo dunque, ma almeno qualcosa si muove.

Se è vero che migliorare la vivibilità cittadina e la fruizione degli spazi pubblici resta un obiettivo da perseguire, è necessario che il comune di Copertino si doti di altri strumenti, meno complessi del Pug, ma altrettanto efficaci in termini qualitativi. E’ il caso del Regolamento cittadino dei Patti di Collaborazione.

Come dice la parola stessa, i Patti di Collaborazione alto non sono che provvedimenti in grado di regolamentare il rapporto tra amministrazione e cittadinanza attiva in funzione del recupero, uso temporaneo e miglioramento degli spazi urbani. Si tratta di uno strumento giuridico molto efficace in grado di valorizzare le capacità nascoste degli abitanti di una comunità, trasformandole in interventi reali di cura dei beni comuni, con evidenti ricadute positive per tutta la cittadinanza.

Sebbene spetti al comune indicare gli spazi e i beni immobili da inserire nei Patti, ad essere al centro del processo virtuoso sono i cittadini e le associazioni del territorio. Senza l’impegno fattivo di questi ultimi e la consapevolezza che la città in cui viviamo è patrimonio comune, non c’è patto che tenga. Tutto è destinato a restare esattamente com’è. Per questo i Patti giocano un importante ruolo nella valorizzazione dei rapporti sociali in una comunità. E’ così che le realtà associative locali più intraprendenti, col loro esempio, diventano stimolo collettivo a migliorarsi come comunità.

E’ bene chiarire che il percorso da seguire per arrivare concretamente a prendersi cura dei beni comuni, così come per il Pug, non si improvvisa. Al contrario è frutto di un lavoro volto ad assicurare massima trasparenza e partecipazione al processo di condivisione delle scelte, l’unica via maestra che permette di passare agevolmente dall’astrattezza della legge alla concretezza della gestione condivisa, seguendo il principio di sussidiarietà indicato dalla nostra Costituzione.

La stesura del regolamento cittadino è dunque un passo obbligato a garantire proprio il principio di sussidiarietà e il rispetto delle prerogative costituzionali. Non possono esistere patti senza che venga predisposto un Regolamento comunale, in quanto verrebbe a mancare l’infrastruttura giuridica che li rende operativi e che permette di superare molte difficoltà riguardanti, per esempio, il riparto delle responsabilità tra amministrazione e cittadini, le assicurazioni, le verifiche di agibilità, etc.

I Patti sono una realtà consolidata in numerosi comuni italiani, coinvolgono sempre più cittadini e associazioni in svariati ambiti di applicazione. Dalla cura di ambiente, verde e arredo urbano alla coesione sociale, ma anche in settori quali cultura e beni culturali, salute, scuola e sport i Patti giocano un ruolo centrale in funzione della scarsa disponibilità di mezzi finanziari a disposizione di sindaci e amministratori locali.

A Ravenna, tanto per citare qualche caso, di recente è stato attivato un patto per un doposcuola negli spazi dello sportello di mediazione sociale, mentre un privato cittadino ne ha stipulato uno finalizzato alla cura degli arredi urbani istallati lungo la darsena. In provincia di Siena sono stati materialmente realizzati gli arredi urbani grazie ai Patti. Nel capoluogo senese alcune associazione hanno ridato vita ad un campo di basket e la contrada del Nicchio ha preso in cura la manutenzione di due monumenti, la Lupa e la Colonna del Ponte di Romana. A Fiesole (Fi) è stato possibile aprire un percorso escursionistico che porta ad Olme, mentre a Rosignano Marittimo alcuni cittadini si prendono cura della terrazza panoramica sul mare. E si potrebbe continuare a lungo.

Per quanto ci riguarda, pare che anche per i corridoi di Palazzo Briganti si stia discutendo di un regolamento comunale in questo senso. Chissà che promuovendo i Patti di Collaborazione anche da noi un giorno avremo ancora più cittadini che si impegnano fattivamente a rendere Copertino una cittadina più accogliente, confortevole, aperta al dialogo e al passo con i tempi. E magari col tempo scopriremo che i copertinesi, se messi nelle giuste condizioni di interloquire tra loro e con la pubblica amministrazione, possono essere più affiatati come comunità di quanto oggi si possa lontanamente immaginare.

 

scritto da Leonardo

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