Lupo mannarino

A pensarci bene, uno dei limiti della comunità copertinese potrebbe essere quello di non riuscire a riconoscere il merito nel momento in cui questo si manifesta nella sua forma grezza, sotto forma di idea originale, magari geniale. Un’intuizione da sviluppare e approfondire insieme al suo ideatore. Molte volte, diciamocelo francamente, ci lasciamo fregare dalle malelingue di paese che fanno perdere di vista il potenziale esplosivo di quella formula magica rappresentata dal giusto mix tra fiducia, lealtà e collaborazione capace di generare percorsi condivisi di crescita collettiva. E invece giù di parole, tante, troppe. Spesso, purtroppo, dette solo per tornaconto personale o, peggio, per pura e semplice invidia.

Le abbiamo ascoltate e lette tutte non solo durante l’Estate Copertinese, ma soprattutto a critica della festa che più sentiamo nostra, quella di San Giuseppe Desa.

Partiamo proprio da qui perché a chiarire termini e procedure della festa delle feste edizione 2017 è stato il sindaco Schito durante la conferenza stampa che si è tenuta alle Clarisse ieri mattina. Erano presenti autorità religiose e civili a quello che è stato un vero e proprio richiamo alla responsabilità cittadina declinato sul piano della sicurezza e della socialità, due facce della stessa medaglia che di questi tempi si trovano spesso a fare a pugni con la dura realtà dei fatti di cronaca.

Proprio per non dover rinunciare a vivere la socialità della festa nella doppia dimensione, religiosa e civile, va posto l’accento sul nodo sicurezza. E il sindaco lo fa da subito ringraziando forze dell’ordine e operatori commerciali che ne hanno appieno compreso l’importanza. Dall’insolita disposizione alternata delle bancarelle per permettere molteplici vie di fuga, al percorso della processione passando per il divieto di vendita di bevande in vetro, niente è lasciato al caso. Circolari ministeriali e ordinanze di pubblica sicurezza non lasciano spazi di manovra sulla gestione di questo che possiamo definire un grande evento e il sindaco, primo responsabile della sicurezza, è ben cosciente delle sue responsabilità.

Dal canto loro le luminarie passano dallo sfarzo delle edizioni precedenti ad una sobria (ma non meno costosa) volontà di “ornare” i monumenti, anziché coprirli durante le notti di festa. Ma la vera novità sta nell’impegno economico del comune, quest’anno più incisivo del solito, che ha permesso il salto di qualità che in molti da tempo aspettavano sul tanto chiacchierato cantante del 19.

Con Mannarino Special Guest, Cesare Dell’Anna direttore artistico e altri 30 tra musicisti e artisti di strada, il Festival dello Stornello “Fior di tutti i Fiori” fortemente voluto dall’assessore alla cultura Cosimo Lupo si propone in una veste sicuramente meglio strutturata, della quale si è avuto un assaggio già lo scorso anno con la partecipazione, quasi a sorpresa, di Vinicio Capossela. A questo punto appare chiara l’ambizione di puntare, sul lungo periodo, a farne un appuntamento di qualità nel panorama musicale salentino. Anche perché, ad onor del vero, questo che sembra un appuntamento di nicchia ha in realtà tutte le caratteristiche del “buon investimento” per la comunità dal punto di vista culturale, commerciale e del ritorno d’immagine.

Un festival che, per chi non lo sapesse, coinvolge da circa tre anni svariate realtà artistiche del nostro sud, dalla Sicilia alla Calabria passando per Puglia e Campania. Vale la pena ricordare agli amanti dei paragoni che l’intera Estate Copertinese ha visto esibirsi artisti del calibro degli Inti Illimani, Daniele Sepe oltre al copertinese Marco Bardoscia (per citarne alcuni) con una spesa di poco più di 20.000 euro, mentre per il solo evento Battiti Live a Nardò è stato speso più del doppio (di cui metà a carico del comune). In pratica, con quello che il comune di Nardò ha speso per un solo evento Copertino ci ha fatto tutta l’estate. A conti fatti, e magari senza per questo sentirsi tifosi (se non di Copertino), non ci resta che incrociare le dita e fare il tifo per la prossima edizione.

Così, dopo mille discussioni e tante parti recitate dagli attori del palcoscenico copertinese, arriva il colpo di coda del Lupo Manna-rino a mettere definitivamente il punto su una stagione che, spendendo il giusto, regala alla cittadinanza una fine estate col botto. E magari col tempo una di quelle idee originali che, col giusto mix tra fiducia, lealtà e collaborazione…

chissà…

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