Leoni da tastiera

Arrivati ad in certo punto bisogna dirselo, da un po’ di tempo a questa parte il facebook copertinese ha preso una brutta piega. Questo mezzo, che per qualcuno ha dello straordinario, ogni giorno che passa mette a nudo vecchie manie di protagonismo di sprovveduti e arraffoni che poca confidenza hanno con il rispetto delle idee altrui.

Per non parlare del rispetto che si deve a chi, realmente eletto o nominato a cariche istituzionali, governa la complessità della vita di tutti i giorni. Anche perché se qualcosa non và non saranno certo i post e i commenti di Facebook a farla funzionare.

Quello che è certo è che Facebook altro non fa che alimentare un gioco al massacro montato sulla “reaction” di pancia, dove a metterci veramente paura deve essere il nostro dito sullo schermo dello smartphone.

Se ci ragionassimo davvero su’ ci accorgeremo del fatto che non sono mancate, nei mesi passati, offese e minacce più o meno velate (e quasi sempre gratuite) nei confronti di amministratori e politici di Palazzo Briganti. Non sono mancati, nei mesi passati, veri e propri sfregi alla nostra memoria storica esattamente come non sono mancate offese e menzogne nei confronti di quanti avevano l’ardire di pensare con la propria testa, fuori dal mucchio. Dalla massa. Dal Gruppo.

La verità è che Facebook è un mezzo talmente tanto “potente” che chiunque può diventare ciò che vuole, spesso ciò che non riesce ad essere nella vita reale, restando semplicemente se stesso.

Chiunque può, in questo universo straordinario, in nome di un non ben precisato bene comune, ergersi a paladino degli ultimi portando in dote un ragionevole numero di like. Come se i like di Facebook bastassero a legittimare posizioni arcaiche vendute per “il popolo è stanco si subire!”. Immigrazione, vaccini, Tap, Tav, Xylella, politici corrotti e vescovi autoritari, processioni e turismo religioso, tutto fa brodo in questo fantastico mondo indignato a giorni alterni, in assenza di un tramonto mozzafiato.

Sarà che su Facebook chiunque, con un pizzico di astuzia dialettica, può incitare all’offesa o alla calunnia. Che sia l’associazione rea di non opporsi all’amministrazione di turno o nei confronti dell’assessore che, piaccia o no, fa semplicemente il mestiere per il quale è stato nominato poco importa, quello che conta è trovare il modo di dividere, puntare il dito, mischiare le carte e affidarsi alla reazione della massa di commenti e like.

Arrivati a questo punto non ci si dovrebbe stupire più di tanto se qualche buontempone utilizza un profilo falso per alzare l’asticella oltre il limite del buon gusto, sappiamo bene che sarebbe stata solo questione di tempo.

Per questo non possiamo che ringraziare i capi ultras che incitano l’urlo della curva (giocando la partita del like a tutti i costi) per non aver ancora abbandonato la straordinaria emozione di nascondersi dietro un dito. Il nostro.

 

scritto da Leonardo

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