Generazioni in transito

I fenomeni sociali, a volerli vedere, sono evidenti ma affinché si giunga ad una loro consapevolezza diffusa è necessaria l’amplificazione dei media. E’ così che il rapporto tra le diverse coorti o generazioni, se si preferisce, torna alla ribalta nel dibattito pubblico, grazie anche a quella che è ormai diventata quasi una categoria a se stante: la cronaca scolastica. Uno stillicidio di notizie riguardanti le aggressioni a insegnanti, presidi e bidelli. Aggressioni compiute da studenti, genitori, studenti e genitori insieme. Roba da metal detector insomma.

Come un riflesso condizionato ne è seguito un dibattito pubblico a tutti i livelli: dal talk di prima serata con tanto di “esperti” (stucchevole la puntata della Gruber di sabato scorso) al frusciare sui social dei moderni gadget della comunicazione (memes, video, gif ecc). Non fosse altro per il fatto che il mondo della scuola coinvolge praticamente tutte le famiglie, da qui la sua appetibilità elettorale. Ma, cronaca a parte, quale condizione vivono oggi i nostri ragazzi? Come li prepariamo ad una realtà sociale che sembra in accelerazione? Come garantiamo insomma il diritto all’educazione?

E’ un problema della scuola si dirà, salvo accorgersi ben presto che la scuola, come la sanità o la sicurezza, presenta luci ed ombre. A tal proposito non serviva certo il rapporto di Cittadinanzattiva per sapere che già a livello edilizio le scuole, i luoghi in cui mandiamo quotidianamente i nostri figli, presentano numerose criticità. Avere una palestra è un lusso che poche scuole a Copertino oggi possono permettersi. Provate a chiedere ai vostri figli se a scuola c’è un collegamento internet pubblico, magari ad alta velocità. Eppure la scuola c’è, tutti i giorni, come ci sono gli ospedali, i pompieri ecc.

Non c’è da essere ottimisti neanche a guardare le altre agenzie educative, perché di pubblico per i giovani a Copertino c’è poco anche fuori dalla scuola. E anche in questo senso il problema si pone già alla radice: mancano le strutture, ma non perché non sono state costruite ma perché o sono in perenne ristrutturazione (palazzetto dello sport) o perché mai affidate o affidate male (zona gelsi e campetti vari).

Quali sono allora i posti pubblici destinati ai ragazzi nella nostra città? Lo vedi il sabato sera o nei giorni di festa, sono quei luoghi dove ci si incontra informalmente: la Grottella d’estate, il castello e le vie del centro storico l’inverno. E’ qui che si materializza quella categoria sociale che chiamiamo giovani in tutte le sue mille sfaccettature. Oggi come ieri è la strada la principale maestra di vita dei nostri ragazzi.

Se si aguzza lo sguardo poi, si vedono altri “non luoghi” (distributori automatici, portici dei supermercati, per non parlare dei bar e dei pub) dove usano radunarsi le diverse tendenze ed età, riempiendo spazi in modo originale, identitario. Qui bisogna andare per cominciare a capire di cosa stiamo parlando quando affrontiamo il tema dell’educazione delle nuove generazioni, tema complesso e sempre in itinere, ma ineludibile. Almeno che non si voglia mettere all’ingresso delle scuole o per le strade, come per i passaggi a livello, la scritta: Attenzione, generazione in transito!

scritto il 30/10/2017 da Gianni

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